Nato come Independence Day nella metà del 2000 con la scusa di fare festa e di stare in compagnia, abbiamo deciso dopo alcuni anni di cambiare il nome all’evento in Voghera Country Festival in quanto ci sembrava giusto rendere omaggio alla città  di Voghera che, tra l’altro, è ufficialmente gemellata con Cheyenne, città  del Wyoming negli USA famosa per il celeberrimo Frontier Days! Non siamo cambiati noi, però, sempre attenti a darvi il meglio perchè vi meritate il meglio.Il Voghera Country Festival è ormai diventato un punto di riferimento per tutto il mondo country italiano e dopo il successo delle passate edizioni si riconferma sempre più uno dei maggiori e più attesi Festival a livello Europeo.La formula scelta si dimostra vincente: un giusto mix di ballo e musica country che unisce il piacere di ascoltare artisti americani di fama internazionale al piacere di ballare la Line Dance, il Two Step, il West Coast Swing ed il Catalan Style confrontandosi con le altre realtà europee con le competizioni di ballo dove comunque lo scopo finale resta il puro divertimento.

Ogni anno vengono selezionati i migliori country DJs italiani e stranieri e vengono proposti Stage e Workshop con i più famosi coreografi in modo da offrire ai neofiti la possibilità di imparare a ballare sulle note della moderna country music e a tutti i ballerini ormai esperti di aggiornarsi con le ultime novità e tendenze europee.

A questo mix esplosivo aggiungiamo esposizioni di quadri a tema ed un Concorso Fotografico amatoriale a partecipazione gratuita.

Non mancheranno ad arricchire il festival stand di vendita a tema, il Parco Divertimenti per la Famiglia Cowboyland e concludiamo con la ciliegina sulla torta …il fantastico concerto della Star Americana il sabato sera … questo e molto altro è il Voghera Country Festival !!!

L’evento patrocinato dal Comune di Voghera, offre un programma ricco di intrattenimento per tutti. Si inizia il giovedì sera con una sorta di “FUORI FESTIVAL” che propone al Cowboys’ Saloon un live d’eccezione; mentre il venerdì il festival apre ufficialmente i battenti nel tardo pomeriggio con workshop, selezione musicale a cura dei Dj ed il primo grande live sul palco principale del Palatexas per poi continuare non stop fino alla domenica sera.


2022 – Brett Kissel, sito web.

A detta di tutti i presenti, una delle migliori performance a cui si è avuto modo di assistere al VCF. Non c’è migliore né più efficace sintesi racchiusa in questa affermazione

Presentatosi a Voghera con due anni di ritardo dovuti al Covid, il canadese Brett Kissel (b. Alberta, 1990), ha ampiamente ripagato i suoi fans per la lunga attesa, nel momento clou dell’edizione numero 14, con un concerto coinvolgente, per lunghi tratti addirittura emozionante, dimostrando tutta la sua naturale empatia con il pubblico che ha gremito il Palatexas e che lo ha sostenuto per tutta la durata dell’esibizione. A tutte le sue hits (Anthem, Cecilia, Damn! e I Hope It’s Me su tutte) ha abbinato cover di classici (tra cui l’immancabile Take Me Home, Country Roads di John Denver), intonate insieme ai presenti in festa. Un repertorio fatto di country tradizionale, in un perfetto mix con sonorità più vicine al rock, conferisce a Brett Kissel lo status di uno degli artisti canadesi di maggior successo di questi ultimissimi anni; cosa che è culminata nel diventare il live show di apertura dei concerti canadesi di Garth Brooks, nella tournée del 2021/22.

A dispetto della sua ancor giovane età, è ormai giunto alla soglia dei 5 album pubblicati in carriera e una ventina di singoli, quattro dei quali al numero 1 nella Canadian Country Singles Chart.


2019 – Gord Bamford, sito web.

Nativo dell’Australia (Traralgon 17/04/76 a circa 150 km da Melbourne), si trasferisce ancora bambino in Alberta, Canada. La madre, anch’essa cantante country, incoraggia il giovane Gord a ripercorrerne le tracce e a intraprendere la carriera professionistica. L’abbrivio è promettente – il suo primo singolo auto-prodotto, ottiene buoni riscontri radiofonici – così, nel gennaio del 2001 viene pubblicato il suo primo album, “God’s Green Earth”, dai risultati di vendita però che ancora non soddisfano a pieno l’artista.
Gord matura sempre più la consapevolezza che le strade per poter fare il salto di qualità portino tutte a Nashville. Intraprende così viaggi sempre più frequenti in Tennessee, allo scopo di farsi conoscere e poter far fruttare a pieno il suo talento di interprete e di autore. A Nashville riesce ad agganciare un autore/produttore già molto in auge, con il quale intraprenderà un lungo e proficuo cammino di collaborazione artistica, Byron Hill, già collaboratore ed autore per George Strait, Gary Allan, Randy Travis, Tracy Byrd, Clay Walker e altri.
Da lì in avanti arrivano a cascata diversi album, che proiettano Bamford sui palchi insieme a Terri Clark, Tim McGraw e Kenny Rogers, dando solidità ad una carriera che guarda con favore alla musica country neo-tradizionalista, ma senza nostalgie e passatismi, bensì con un approccio stilistico fresco, gagliardo e solare.
Dopo aver confezionato 7 fantastici capolavori discografici, nel 2018 pubblica “Neon Smoke” che contiene il Top Chart “Dive Bar”.
Gord Bamford si distingue per essere uno degli artisti più decorati nella country music canadese, con ben 24 premi CCMA e diverse nomination Juno e l’ unico ad essere stato due volte vincitore nella CMA, come Global Country Artist nel 2013 e 2015.
Dedito al sociale, al termine di un torneo benefico di golf fonda quella che oggi è la “Gord Bamford Charitable Foundation” generando oltre 3 milioni di dollari devoluti a favore di organizzazioni di beneficenza per bambini come la Make-A-Wish Foundation, Ronald McDonald House, Big Brothers e Big Sisters oltre a numerosi ospedali per bambini in tutto il Canada.


2018 – Darryl Worley, sito web.

Nato a Memphis, ma trasferitosi con la famiglia quasi subito a Nashville, Darryl Worley si avvicina alla carriera professionistica relativamente tardi, principalmente come songwriter, dopo aver suonato in maniera saltuaria in diversi honky tonk bar, sparsi tra il Tennessee e l’Alabama, e dopo aver svolto svariate occupazioni non legate al mondo della musica.
Firma nel 1999 il suo primo contratto discografico, entrando così a far parte della famiglia della DreamWorks Records, insieme ad illustri nomi della scena country di fine millennio, Toby Keith, Randy Travis, Emerson Drive, Jessica Andrews e Jimmy Wayne. Il sodalizio con l’etichetta fruttifica nel primo album di Darryl, Hard Rain Don’t Last, che esce a metà del 2000 e che vede la produzione degli esperti Frank Rogers (Brad Paisley, Darius Rucker, Josh Turner, Phil Vassar, Trace Adkins) e James Stroud (Clay Walker, Tracy Lawrence, Clint Black, Toby Keith, Lorrie Morgan). I risultati commerciali sono confortanti e 3 dei 4 singoli estratti si piazzano nella Top 20 US Country. Darryl scrive di suo pugno quasi tutte le canzoni dell’album e, nelle interviste rilasciate a margine del lancio del cd, cita Willie Nelson, Merle Haggard, George Jones e Hank Williams come suoi modelli e fonte di ispirazione.
Esattamente due anni dopo, viene pubblicato il suo capolavoro, I Miss My Friend (DreamWorks Nashville, 2002), che raggiunge la vetta della Top Country Albums, così come l’omonimo singolo nella Top 20 US Country. I riscontri della stampa specializzata sono entusiastici; il critico musicale Maria Konicki scrive: “Worley is a standout in a sea of country-pop wannabes” (Worley è un baluardo in un mare di aspiranti artisti country-pop). E in effetti, già dalla traccia di apertura (Tennessee River Run), si sgombra il campo da ogni possibile fraintendimento: tradizione vivificata secondo uno stile fresco e gagliardo.
A fine 2002 compie un lungo viaggio in Afghanistan e Kuwait, per una serie di performance a supporto delle truppe americane impegnate in quelle zone di guerra; l’esperienza gli offre materiale d’ispirazione per un album nuovo, Have You Forgotten? (DreamWorks Nashville, 2003), che però conterrà solo 4 tracce inedite, lasciando spazio a brani estratti dalle sue due prime pubblicazioni. Le vendite sono una fiammata: un altro primo posto nella Top Country Albums, mentre nella Top 200, arriva addirittura al quarto posto, stazionando appena dietro Fleetwood Mac, 50 Cent e Kelly Clarkson, quest’ultima fresca fresca di vittoria alla prima stagione di American Idol. Il singolo omonimo, dopo essere stato presentato in anteprima al Grand Ole Opry, si guadagna il primo posto nella classifica singoli country, rimanendovi per 7 settimane.
A fine del 2004, esce il suo omonimo quarto album, anticipato da un altro singolo in testa alla Top 20 US Country (Awful, Beautiful Life), sfruttando appieno l’onda lunga del successo di Have You Forgotten?. L’album completo gode solo in parte del traino dovuto alla notorietà del singolo, fermandosi al numero 12 della Top Country Albums.
Dopo questi fortunati esordi, la DreamWorks Records cessa le attività e costringe Darryl Worley ad accasarsi presso etichette discografiche minori, facendo così mancare la necessaria continuità e stabilità commerciale ed artistica ai suoi lavori seguenti. A fine 2006 uscirà Here and Now, mentre a metà del 2009 vedrà la luce il suo ultimo (ad oggi) album, Sounds Like Life, entrambi apprezzati da un pubblico, certo lontano dalle masse del mainstream, ma attento e fedele.
Arrivando ai giorni nostri, Worley si divide tra le sue due attività principali: si occupa della sua omonima fondazione (The Darryl Worley Foundation Inc.), raccogliendo fondi per finanziare progetti umanitari e di ricerca medica, in particolare il St. Jude Children’s Research Hospital di Memphis. Oltre a ciò, naturalmente la musica, alternando concerti, attività compositiva, special features, ospitate e produzioni discografiche proprie. E’ infatti di recente pubblicazione il suo nuovo singolo Lonely Alone, che anticipa un album di rientro sulle scene. La critica specializzata si è sempre mostrata benevolente, anche in questa fase della sua maturità musicale, sottolineandone il rigore stilistico e apprezzando la sobrietà di un personaggio pubblico fiero e senza cedimenti artistici.


2018 – Erica Sunshine Lee, sito web.

Erica Sunshine Lee é “La donna stakonivista della country music.” Sunshine é una prolifica cantautrice e un’artista che ha girato il mondo con la sua musica. Sunshine è appena uscita con il suo ottavo disco di inediti intitolato “Buried Treasure“, tutte 12 le canzoni sono state scritte da lei. Dal 2007, Sunshine é stata una guerriera del touring, avendo portato a casa 300 concerti all’anno che l’hanno portata attraverso Australia, Asia, Nuova Zelanda, Samoa, Fiji, Europa e Stati Uniti, dove si è esibita durante il più grande festival del mondo, Summerfest nel Milwaukee per tre anni consecutivi. Due sue canzoni sono finite nella Top 80 U.S. Music Row Singles, tre nella top 10 Europe country singles e una nella Australian Top 20 single. Finalista per il Australian’s People’s Choice Award nel 2015, Erica Sunshine Lee é stata votata “Georgia Country Female Artist of the Year,” nel 2014 ed ha scritto canzoni per centinaia di artisti Americani ed Australiani, in particolare per Viper Creek Band, Whiskey Business, Mitchell Shadlow, Drēw McAlister, Lauren Wheatley, Ryan Morris e molti altri ancora. Sunshine ha aperto per diverse star del country tra cui Randy Houser, Maren Morris, Canaan Smith, Granger Smith, Cam, Drake White, Brett Eldredge, David Nail, David Allan Coe, Jack Ingram, Dave Gibson e molti altri, ha inoltre condiviso il palco con leggende quali Billy Gibbons, Tommy Tutone e John Michael Montgomery. Sunshine si é esibita al Australia’s Tamworth Country music festival per 5 anni di fila.
Con una voce country rock unica, racconta storie nude e crude da feste e grandi bevute a ballate strappalacrime il tutto condito da melodie che rimangono impresse nella mente dell’ascoltatore. La capacità compositiva di Erica Sunshine Lee va dal country al outlaw al pop, e continua a sorprendere pubblici di tutto il mondo grazie alla sua autenticità , personalità magnetica e presenza sul palco. Erica Sunshine Lee ha inoltre recentemente scritto e prodotto l’EP “Like Minded Strangers” del nuovo astro nascente del East Tennessee, Reagan Willis.


2018 – Wynn Williams, sito web.

Wynn Williams è un fiero Americano, cantante country e cowboy da rodeo proveniente dal nord del Texas. Da bambino, quando non si stava occupando delle sue mucche, si metteva a suonare canzoni country tradizionali influenzate da leggende come Strait, Whitley, Jackson, Travis, Haggard e molti altri. Durante i suoi studi presso la Texas A&M, Wynn attaccò gli speroni al chiodo e si buttò a capofitto nel mondo musicale esibendosi sui palchi attorno alle zone centrali e nord del Texas. Con l’uscita del EP di debutto, Words Fly, Wynn Williams é subito diventato un’artista da tenere d’occhio nella scena indipendente. Il suo sound caldo e tradizionale è qualcosa che i fan del country desideravano da tanto tempo. Questo cowboy da rodeo è sulla giusta strada con la sua musica ed è una persona genuina e simpatica.
Il suo primo EP è composto da 6 tracce e condivide storie personali in brani come “The Letter,” un valzer strappalacrime. “Without You an Me” è un omaggio al vero amore. “Words Fly” è un tuffo nel passato ai tempi in cui Wynn era bambino e il connubio di arrangiamento e messaggio testuale sono qualcosa che nessun fan vorrà lasciarsi far scappare.
Una volta lasciato il college, Wynn ha avuto l’opportunità di esibirsi ad eventi che sognava da tempo, RodeoHouston, la Wrangler National Finals Rodeo, e molti altri.
C’è ancora molto da scoprire per ciò che riguarda questo giovane artista. La sua dedizione, passione e personalità contagiosa lo porteranno lontano in un genere che sta costantemente subendo cambiamenti e dove le sfide sono sempre più ardue.


2017 – Jo Dee Messina, sito web.

Jo Dee Messina, originaria del New England, si appassiona fin da giovanissima alle grandi voci femminili della Country Music, da Patsy Cline alle Judds, da Dolly Parton a Reba. Con l’accompagnamento del fratello e della sorella, entrambi musicisti, si esibisce nei locali della zona, nei pub, nelle feste scolastiche, concretizzando le sue aspirazioni artistiche. Matura però anche la convinzione che per raggiungere il successo come artista country, l’unica via percorribile sia quella di trasferirsi a Nashville e così a 19 anni, decide di tentare il grande salto.
Per sostentarsi svolge lavori tra i più disparati ma intanto si esibisce nei locali della città, partecipa a concorsi canori e a talent radiofonici, cercando di farsi notare da qualche operatore in grado di dare una svolta alla sua carriera. L’incontro fatale avviene con il giovane produttore Byron Gallimore, proprio agli inizi degli anni ’90, quando anch’egli cominciava a farsi spazio nell’ambiente discografico di Nashville, lavorando in cabina di regia per l’esordio di un cantante destinato ad una carriera stupefacente, Tim McGraw.
Gallimore e McGraw colgono il grande talento vocale e interpretativo di Jo Dee Messina e ne intuiscono il potenziale artistico e discografico; uniscono le forze e danno corpo ad un album di debutto che già contiene tutto il meglio di un’artista fin da subito, incredibilmente matura e personale, innovativa e mutevole, seppur rispettosa anche delle ambientazioni sonore più tradizionali. Il lavoro omonimo Jo Dee Messina (Curb, 1996), si rivelerà un buon successo commerciale e di critica, arrivando a vendere più di 500.000 copie e piazzando due singoli nei primi 10 posti della Hot Country Singles. Parte per un fittissimo tour promozionale che la porterà ad esibirsi in oltre 200 concerti in un anno.
Altri lunghi mesi di lavoro e viene messo a punto il secondo album che entrerà di diritto nel novero dei migliori cd country di fine anni ’90, I’m Alright (Curb, 1998). Oltre 2.000.000 di copie vendute, tre singoli piazzati al numero 1 della Hot Country Singles americana e canadese (Bye Bye, I’m Alright e Stand Beside Me, i primi due scritti da un Phil Vassar in stato di grazia); il secondo singolo estratto (l’omonimo I’m Alright) vende 600.000 copie solo in USA e Jo Dee Messina diventa la prima artista donna a piazzare ben tre singoli, estratti da uno stesso album, in testa alla classifica di vendita. I’m Alright è un lavoro praticamente perfetto dove melodie virali, parti strumentali sofisticate, gamma espressiva vocale fulgida e piena, si accordano in dieci canzoni impeccabili, in grado di danzare dolcemente tra il morbido country-pop di Cover Me, di Silver Thunderbird, di No Time For Tears, con il calore delle ballate Even God Must Get The Blues e Because You Love Me.
Il successo di pubblico continua anche per il suo terzo album Burn (Curb, 2000), con una più marcata tendenza verso sonorità mainstream e pop; raggiunge finalmente la vetta della classifica di vendita Billboard Top Country Albums; stessa fortunata sorte le riserva il mercato canadese. Vengono tratti altri due singoli al numero 1, il secondo dei quali è il bel duetto con Tim McGraw, Bring On The Rain. Anche questo suo terzo lavoro è da antologia, energico, positivo, con arrangiamenti strumentali articolati e complessi, canzoni ispirate e incredibilmente gradevoli, sulle quali spicca la deliziosa Saturday Night.
Immancabile arriva anche, come da tradizione, un disco di classici natalizi, A Joyful Noise (Curb, 2002); gran lavoro di arrangiatori e orchestrali che personalizzano con originalità un repertorio molto sfruttato, dove il rischio del “già sentito” è sempre in agguato; rischio aggirato con classe e mestiere.
Il Greatest Hits dell’anno seguente (Curb 2003, contenente 4 inediti), è un altro grande successo commerciale: numero 1 in classifica Country e certificazione Gold, avendo superato di slancio le 500.000 copie vendute.
Altri due anni e arriva un altro album che raggiunge la vetta della classifica di vendita dei cd Country: è Delicious Surprise (Curb, 2005), la sua sesta pubblicazione, nonché il suo terzo numero 1. L’orizzonte artistico apre ancora scenari di contiguità rispetto ai suoi precedenti lavori: i suoi suoni potenti ma di una potenza levigata e mai oltre il fedele servizio alla voce, le sue melodie ariose e i furbeschi ammiccamenti al pop, rendono questa sua ultima fatica discografica un altro capitolo senza alcun cedimento o sbavatura, e che trova nella ballata It Gets Better la sua punta di diamante.
Un lungo periodo di cambiamenti nella sua vita personale, tengono JDM lontana dalle cronache discografiche, anche se riesce a raccogliere una gran mole di nuovo materiale, molto del quale autobiografico, che confluirà in una trilogia di pubblicazioni con formato Extended Play (ossia contenente meno di 10 brani e comunque di durata inferiore ad un cd tradizionale) che intitolerà Unmistakable e che avranno come sottotitoli Love, Drive e Inspiration; sottotitoli che definiscono i temi principali in esse contenute. Pubblicati ancora dall’etichetta Curb nel corso del 2010, non riescono però a bissare i successi conseguiti dai precedenti album.
Di lì a poco cessa il lungo contratto con la Curb e JDM concentra le sue attività su quella che è al momento, la sua ultima produzione, Me (Dreambound, 2014), nella quale assume la direzione artistica e per la quale decide un orientamento più aggressivo e rockeggiante, pur avendo nella turbinosa polka country A Woman’s Rant, il suo momento migliore.
Volitiva, energica, solare, con una vocalità prorompente che diviene all’occorrenza fuoco, all’occorrenza seta, si pone come ponte artistico tra la tradizione del country tutto al femminile di Tammy Wynette e Dolly Parton e gli apparentamenti pop mainstream e rock patinato, tipico delle nuove dive in miniatura alla Maren Morris e Cassadee Pope.


2017 – Jessica Lynn, sito web.

Accolta come “nuova star della country music”, “New Woman in Country” e “Shania’s Successor”, Jessica Lynn fa il suo debutto in quello che è il paese di origine della sua famiglia, l’Italia appunto dove si esibirà al Voghera Country Festival venerdì 23 giugno 2017.
Negli ultimi due anni Jessica ha ottenuto grande visibilità in tutti gli Stati Uniti attraverso special televisivi in particolar modo dedicati a due suoi concerti: “This Much Fun – Live from the Winery at St. George” e “Jessica Lynn – Takin’ Over – Live from The Paramount”.
La cantante/canautrice ha recentemente concluso il suo terzo tour nazionale dove ha condiviso il palco con cantanti del calibro di Jo Dee Messina, Brad Paisley, Keith Urban, Tim McGraw, Hank Williams Jr., The Band Perry, Thompson Square, Jake Owen, Sammy Kershaw, Clint Black, Montgomery Gentry, Phil Vassar. Inoltre recentemente ha avuto l’onore di aprire un concerto per la “Queen of Country Music”: Loretta Lynn.
La sua energia e la dinamicità dei suoi live show hanno raccolto recensioni entusiastiche da parte della critica di tutto il mondo tanto che la CBS Evening News l’ha definita “Rocket Force.”
La scorsa estate Jessica ha pubblicato il suo EP di debutto, ovvero un Extended Play di 6 brani dal titolo omonimo Jessica Lynn. “Not Your Woman”, il primo video ufficiale tratto dal EP, ha raggiunto la # 1 per quattro (4) settimane di fila su “The Iceman’s Top 40 New Country Chart”.
Per il 2017 Jessica Lynn e la sua Band hanno un programma denso di eventi e date che li porterà in un tour estivo Europeo che partirà proprio il 23 giugno al Voghera Country Festival per approdare successivamente nel Regno Unito ed in Francia dove terrà un concerto di apertura per gli iconici rockers americani ZZ Top.


2016 – Phil Vassar, sito web.

Phil Vassar nasce a Lynchburg in Virginia, ma si trasferisce presto a Nashville per inseguire il suo sogno legato alla musica.
Diventa famoso sul finire degli anni 90 come songwriter quando scrive in collaborazione con un amico “Once In A While”. Da qui in avanti saranno molti gli artisti per i quali scriverà noti successi.
Tra questi: “For A Little While” per Tim McGraw, “Little Red Rodeo” per Collin Raye, “Right On The Money” per Alan Jackson, “Bye Bye” per Joe Dee Messina, “Postmarked Birmingham” per i Blackhawk, solo per citarne alcuni. Il suo talento non passa inosservato, tanto da venire premiato come Country Songwriter of the Year nel 1999 dall’ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers) per “Bye Bye” e “Right On The Money”.
Grazie al suo comprovato talento, alla sua passione per la musica ed al suo accompagnarsi ad uno strumento nobile come il pianoforte, alla fine del 1999 firma il suo primo contratto con la Arista Nashville, etichetta con la quale firmerà il suo singolo di debutto come cantante. “Carlene” raggiunge la 5ª posizione nella classifica country di Billboard. Al singolo, nel 2000, segue il suo primo album dal titolo “Phil Vassar” contenente il brano “Just Another Day in Paradise” che diventa hit #1 della Billboard Hot Country Songs.
Subito dopo sarà Tim McGraw a raggiungere la vetta delle classifiche country con il brano “My Next Thirty Years” scritto a quattro mani con Phil Vassar.
Dopo aver riscosso interesse presso la Country Music Accademy, Billboard e Music Row, nel 2004 raggiunge nuovamente la hit #1 con “In a Real Love” tratto dal suo 3° album “Shaken Not Stirred”.
La sua carriera include 10 brani singoli che raggiungono la 1ª posizione nelle top chart e 26 Top 40 hits, includendo “Carlene”, “Just Another Day in Paradise”, “Six-Pack Summer”, “That’s When I Love You” e molte altre.
Con 6 album all’attivo, 2 greatest hits e oltre 135 concerti all’anno, Vassar continua ad offrirci il suo talento, testi toccanti, soul incisivi e melodie contagiose.
Come dice lo stesso Phil Vassar le canzoni dovrebbero portare un messaggio e far provare ai fans delle sensazioni, sia che ti rendano felice e ti mettano di buon umore o che ti facciano piangere e provare disperazione, qualunque sia la sensazione, dovrebbero evocare qualcosa.
La grande energia e passione che trasmette durante i suoi shows, accompagnato dall’immancabile pianoforte, catturano il cuore e l’anima in un modo unico e speciale come solo lui sa fare.
Da quando nel 2011 inizia la collaborazione con la nuova etichetta Rodeowave Entertainment, Phil Vassar può finalmente esprimere liberamente la sua creatività registrando tutto quello che vuole senza rendere conto a nessuno. Il suo ultimo singolo, “Love Is Alive,” esprime questa nuova energia e fa da preludio al suo prossimo nuovo album. Dopo la sua prima apparizione in Italia nel 2010 con un’esibizione in acustico durante il quale presenta il suo album “Traveling Circus”, torna per un memorabile concerto con la sua band al completo sabato 25 giugno 2016 al Cowboys’ Guest Ranch di Voghera.


2015 – Laura Bell Bundy, sito web.

2015 - Laura Bell Bundy

La 8ª edizione del Voghera Country Festival ci propone per la serata del sabato sera una giovane artista proveniente da Lexington, in Kentucky: Laura Bell Bundy! Scenario importante di questo concerto che si terrà il 27 giugno 2015 sarà l’ormai collaudato Palatexas del Cowboys’ Guest Ranch di Voghera, resort noto per la sua atmosfera unica e per essere diventato posto ideale per la musica di qualità, il divertimento, la vita all’aria aperta e per le famiglie. Dopo l’uscita del suo nuovo album a giugno negli U.S., Laura Bell Bundy, prodotta dalla Big Machine Records, sarà l’artista di punta del Voghera Country Festival il 27 giugno 2015. La Bundy si esibirà alle 22,30, dopo l’esibizione di venerdì di Aly Cook (famosa artista country della Nuova Zelanda). Laura Bell Bundy, nativa del Kentucky, non è solo sull’onda della Country music, ma recentemente ha ricoperto alcuni ruoli per famosi format televisivi, ad esempio é “Becky” in “How I Met Your Mother”, in “Hart of Dixie” è “Shelby” ed il suo ruolo più recente ed importante è in “Anger Management”, dove interpreta la Dott.ssa “Jordan Denby”. Laura Bell Bundy, nella sua brillante carriera ha illuminato palchi, radio e video. Ha debuttato all’età di 9 anni a Radio City Christmas Spectacular e a Broadway ha iniziato col ruolo di “Tina Denmark” in “Ruthless The Musical”, “Amber Von Tussle” in “Hairspray”, “Elle Woods” in “La Rivincita delle Bionde” e ha avuto una svolta interpretando “Glinda” nel Musical di successo “Wicked”. Ha ricevuto numerose nomination per le sue performance, tra cui una nomination Tony Award alla miglior attrice protagonista in un musical, un Outer Critics Circle nomination e nomination Drama Desk. Passando dalla televisione al grande schermo i film che vedono la partecipazione di Laura Bell Bundy sono “Dream Girls”, “Jumanji”, “Life with Mikey”, “Le avventure di Huck Finn”, “Watercolor Postcards” e “Hallmark’s Dear Dumb Diary”. Come artista della Big Machine Recording, il suo singolo “Two Step” (del 2013) featuring Colt Ford, risponde alla vecchia domanda di cosa succede quando brani dance di Hot, Country Music e ritmi Hip-Hop si incontrano. Laura Bell Bundy sta inoltre collaborando con il produttore di Nashville, David Huff, per creare una serie di registrazioni dal titolo, “Beats & Banjo” in cui mixa brani popolari country con ritmi Pop ed Hip-Hop. L’ultima canzone di Laura Bell Bundy, “Kentucky Dirty” è stata hit per iTunes e si trova anche in “The Sixth Man”, un richiestissimo documentario sul basket e sui fans della “Big Blue Nation” dell’Università del Kentucky.

Laura si è fatta portavoce della American Heart Association e di recente è stata premiata come “WOMAN OF THE YEAR”.


 

2015 – Aly Cook, sito web.

Aly Cook, un’artista country proveniente dalla Nuova Zelanda, dopo essersi creata una propria strada sfruttando l’utilizzo di Crowd Funding, social media, Cross Marketing & Bricks e Mortar promotion, può essere considerata una delle artiste indipendenti di maggior successo che si trova nel panorama musicale attuale. Con entusiasmo, concentrazione e persistenza ha sviluppato un pubblico di nicchia che è sempre in crescita. Per queste ragioni chi si è innamorato della sua musica, si è anche innamorato di chi e cosa lei rappresenta, del suo spirito libero e della sua indipendenza. Il sound di Aly è un eclettico mix di Country, Blues e Folk. Canzoni che traggono ispirazione ed espressione dalle sue radici con armonie ricche e ritornelli orecchiabili. La voce di Aly è cioccolata fusa, ma ha un alto forte che finisce con un ricorrente falsetto e con un vibrato profondo e bello, raggiungibile solo con una certa maturità artistica e dedizione. Creando nel suo pubblico sempre maggiori aspettative. Aly ha sviluppato il suo marchio unico tramite una lunga collaborazione con il produttore neo zelandese Alan Jansson, meglio conosciuto per essere il co-writing e produttore di alcune delle canzoni di maggior successo in Nuova zelanda. “How Bizzare” è un grande successo globale, numero un negli USA ed in altri 15 paesi. Accrescendo la sua bellezza interiore, Aly è il simbolo della donna di oggi, fiduciosa, motivata, creativa e di successo. Sono state queste le caratteristiche che le hanno valso la candidatura “Woman of the Year” nel 2011 in Nuova Zelanda nella sezione Patrimonio e Cultura. Aly è stata di ispirazione alle donne e questa forza ispiratrice si evince dalle sue canzoni. Negli ultimi 10 anni si è esibita in tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda al Regno Unito, toccando Europa e Stati Uniti, costruendo una base di fan ovunque vada. A testimonianza del rispetto che ha guadagnato tra i suoi coetanei, inoltre, c’è anche la frequente richiesta di fare discorsi motivazionali in gruppi di incontro. Le sue competenze di promozione e Marketing si rispecchiano nelle sue capacità artistiche, dopo essere stata nominata tre volte in Nuova Zelanda “Female Country Artist of the Year” ha vinto il titolo nel 2012. Oltre ad essere una finalista nei prestigiosi premi “MLT Songwriting” e finalista per APRA “Country song of the Year”. Le sue canzoni hanno scalato le classifiche musicali country in Australia e con la sua band, “The Sou’Westers”, anche le classifiche degli album in Nuova Zelanda. Le sue composizioni musicali sono state usate come colonne sonore in film, in Tv e per pubblicità. Aly è stata definita da alcuni un “social media guru” con una fitta rete di followers, ed è riuscita a raccogliere oltre 70.000 dollari in finanziamenti per i suoi due album. Inoltre, quale abile pubblicitaria, ha effettuato campagne di social media marketing per tutto, da prodotti skincare al tour di Andrea Bocelli in Australia e Nuova Zelanda. Aly è un affermato membro di “Maton Guitars” Australia e lavora a stretto contatto con la “Fondazione Jimmy Little” contribuendo ad accrescere la consapevolezza del loro lavoro con le comunità aborigene tramite la campagna dello zio Jimmy Thumbs UP. Nel 2015 Aly ha avuto un grande inizio, infatti è stata richiesta per esibirsi al “Roll of Renown 2015” dove Lee Kernaghan e suo padre Ray Kernaghan sono stati introdotti nel Australia Country Music Hall of Fame. È la prima volta che Aly si esibisce in Europa dal suo tour del 2011. La performance al Voghera Country Music Festival è nata da un insolita coincidenza. Quando ha registrato il singolo che uscirà a breve “Midnight Cowboys”, ha commentato in studio di registrazione come la canzone sarebbe stata adatta ad una line dance e ha provato a cercare su youtube una coreografia che poteva funzionare bene coi tempi musicali, inciampando in una coreografia di Adriano Castagnoli eseguita appunto al Voghera Country Festival e ha contattato Adriano per ottenere l’autorizzazione per l’utilizzo del filmato nel suo video musicale. Il regista Ken Khan ha poi girato il video musicale con Aly utilizzando la tecnologia CGI (Computer Generated Imaging) e i due filmati sono stati integrati per creare il video di “Midnight Cowboys”. Inoltre, Aly ha notato delle royalties provenienti da qualche attività in Italia per la sua canzone “Country Storm” e ha scoperto che un gruppo di line dance italiano di nome Country Storm ha usato la sua canzone per sviluppare un ballo di linea… il resto è storia e Aly viaggerà in Europa nel mese di giugno… “Questa sarà la prima volta per me in Italia, c’è una certa sinergia con questo paese. Verso la fine dell’anno scorso ho lavorato per pubblicizzare Andrea Boccelli nel suo Tour in Australia e Nuova Zelanda, inoltre il mio paese natale, la città di Nelson, ha ospitato il team di Rugby italiano durante in campionati mondiali, abbiamo avuto una grande comunità italiana qui in quel periodo….quindi andare in Italia sarà affascinante.” “Sono molto entusiasta di venire in Europa e non vedo l’ora di esibirmi in giugno / luglio / agosto. Le band Beer O’Clock in Italia e Big River in Norvegia stanno lavorando duramente per avere un’ottimo repertorio musicale tra cui canzoni del mio nuovo album che non vedo l’ora di condividere … Sono grandi band e mi è venuto un brivido nello scoprire che i Beer O’Clock già hanno la mia canzone Country Storm nella loro playlist”


2014 – Trent Willmon, sito web.

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Trent Willmon nasce a Amarillo in Texas. Cresce nel Ranch di famiglia ad Afton, una cittadina del Texas. All’età di 16 anni sua madre gli regala una chitarra, ma sono altri i suoi interessi. La sua passione per l’agricoltura e l’allevamento gli valgono alcuni premi presso il 4-H club ed il FFA (Future Farmers of America), non solo, la sua abilità nel giudicare il bestiame, la passione per la cucina e la sua capacità di comunicazione gli consentono di vincere anche una borsa di studio presso la South Plains College di Levelland, Texas. Al secondo anno di studi riscopre la passione per la musica ed inizia a suonare il basso per una band di bluegrass girando il Sud degli Stati Uniti fino ad approdare a Nashville con l’intenzione di farsi apprezzare come songwriter e cantante. Per mantenersi continua ad occuparsi di cavalli fino a quando nel 2004 firma un contratto con la Columbia Records che gli consente di pubblicare il suo primo singolo “Beer Man” a cui fa seguito “Dixie Rose Deluxe’s Honky-Tonk, Feed Store, Gun Shop, Used Car, Beer, Bait, BBQ, Barber Shop, Laundromat” successi inclusi nel suo primo albun dal titolo “Trent Willmon” uscito alla fine del 2004. Sempre per la Columbia Records nel 2006 esce il suo secondo Album “A Little More Livin’”. Dopo la rottura del contratto con la Columbia Records, Trent Willmon pubblica altri due album: “Broken In” nel 2008 e “Little Ol’ Cafe” nel 2010 e debutta anche come attore in un film western dal titolo “Palo Pinto Gold”. Continua a coltivare comunque le sue passioni, anche quelle legate alla cucina, tanto da pubblicare un libro con 150 ricette dedicate al BBQ dal titolo di “Beer Man Cookbook” e di produrre e commercializzare una linea di salse per BBQ. Nella sua carriera Trent Willmon si distingue come songwriter, scrivendo, tra le alter, canzoni di successo come “The Singer” per Randy Houser, “That Girl” per Kevin Fowler, “Oklaoma Christmas” per Black Shelton, “Better Than This” per Brad Paisley, “Back When I Knew It All” per Montgomery Gentry, “Before She Does” per Eric Church, “Rain On A Tin Roof” interpretata da Julie Roberts e dai Little Big Town. Cantante, autore, attore, cuoco, allevatore … uomo di mille risorse di se stesso dice: “There comes a time in your life when you finally find your stride and you start making great music, and you realize that it doesn’t necessarily have to always appeal to the masses. What I want to do is make music and look myself in the mirror every morning and say, ‘I believe in everything I’m doing”. In quella che sarà l’unica tappa italiana ed europea, si presenterà con i brani che hanno costellato la sua carriera.


2014 – Keyleigh Leith, sito web.

2014 - Kayleigh Leith

Keyleigh Leith, una giovane artista americana di Pittsburgh, dimostra da subito un’innata passione per la musica e per il canto. Già da piccola infatti, cantava nei cori della chiesa del suo paese insieme al padre. Saranno i grandi nomi del panorama country ad influenzarne chiaramente la sua futura carriera.

Keyleigh Leith registra il suo album di debutto a New York, “Miles Away” al limite tra il pop ed il country ricevendo ottime recensioni. Dopo diverse esperienze in radio, ed esibizioni in locali e festival in USA approda in Europa per una serie di spettacoli, tra cui quello per la USO ed i soldati americani in Germania.

Ora Keyleigh Leith vive in Europa e precisamente in Olanda.

Dopo l’album del debutto ne incide un altro nel 2013 dal titolo “This Woman” che presenta con un tour Europeo che la vede presente con una data anche al Festival Country della capitale italiana a Roma.

Tornerà in Italia al Voghera Country Festival per offrire ai suoi fans italiani ed europei una performance di sicuro successo grazie al suo entusiasmo ed alla sua energia.


 

2013 – Pat Green, sito web.

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Pat Green nasce a San Antonio in Texas e si entusiasma fin da piccolo per la musica grazie alla passione trasmessagli dalla famiglia. Dalle prime apparizioni a 18 anni in piccoli club e locali della zona di Lubbock ai suoi primi lavori autoprodotti fino al successo del 2003 che vede una delle sue canzoni raggiungere la 3ª posizione della classifica country americana, Pat Green mette alla prova il suo talento e la sua capacità di reinventarsi in ogni momento. “It’s impossible to know your limits without testing them” come lui stesso afferma! Il suo interesse nei confronti della musica spazia dai Doors a Louis Armstrong, da Willie Nelson a George Strait arrivando con la maturità a spostare la sua attenzione dalla più irriducibile musica Honky Tonk alla più intransigente Country Music Texana. Grande appassionato di baseball e fan dei Texas Ranger, vede “I Like Texas”, suo brano del 1995, divenire “victory song” dell’omonima squadra. Con all’attivo nove album prodotti in studio e due memorabili live si fa notare nel panorama country americano con pezzi quali “Wave On Wave”, “Three Days”, “Cannonball” e “Let Me” fino ai più recenti “Austin” e “Even the Losers” oltre a collaborazioni con noti artisti quali Willie Nelson, Keith Urban, Gretchen Wilson e Kenny Chesney. In quella che sarà l’unica tappa italiana di una tournee che lo vede impegnato in alcuni dei maggiori festival europei, si propone con i suoi ultimi successi e con i brani che hanno costellato la sua carriera.


2012 – Terri Clark, sito web.

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Terri Clark con più di cinque milioni di album venduti e quasi una dozzina di successi “Top Ten”, è emersa come voce unica sulla scena country – grintosa, passionale, vitale – ed in ogni modo sempre una donna vera. Una cantante dinamica che non si ferma mai – è uno dei rari artisti country al femminile capace di suonare benissimo la chitarra – nativa di Alberta, Canada è stata in tour con stelle del country come Brooks & Dunn, Reba McEntire, e George Strait mentre la sua carriera l’ha portata ad essere votata dai fan come Canadian Country Music Association Entertainer of the Year per ben otto volte. Una scrittrice prolifica e convinta tradizionalista, Terri Clark ha passato diversi anni suonando in bar poco raccomandabili e partecipando a competizioni musicali prima di trovare il suo primo successo nel 1995 con “Better Things To Do” – dopodiché non è mai più tornata indietro. È la prima donna Canadese ad essere stata ammessa alla prestigiosa Grand Ole Opry e ha ricevuto diverse candidature CMA e ACM come Female Vocalist, oltre a un paio di Juno Awards e ad un incredibile numero di ben 17 trofei CCMA. Per quasi tre anni Terri è stata l’unica donna nel mondo country ad avere una canzone in cima alle vette quando la sua “I Just Wanna Be Mad” è arrivata al numero uno in classifica, seguita da una lunga successione di hit come “You’re Easy on the Eyes”, “When Boy Meets Girl”, “I Wanna Do It All”, “Poor Poor Pitiful Me” e “Girls Lie Too”. Come cantautrice, cantante, intrattenitrice e grazie alla sua personalita’, Terri raggiunge i suoi ascoltatori in modo genuino,anche per la sua volontà di andare oltre le banalità e arrivare alle verità della vita tramite la sua musica, coinvolgendo la forza e la vulnerabilità, il gioco, la sessualità ed un candore emotivo rinfrescante.


2011 – Lorri Morgan, sito web.

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Lorrie Morgan era appena un’adolescente quando fece la sua prima apparizione importante nel 1975 e cantò “Paper Roses” con il suo papà, country star George Morgan al Grand Ole Opry. Da quella fatidica notte, Lorrie non ha mai guardato indietro. La sua vita e la sua carriera sono un vortice di emozioni e di successi. Dopo la scomparsa di suo padre nel 1975 Lorrie non perde tempo nel portare avanti i suoi obiettivi soprattutto in memoria del padre scomparso. Si è unita con la band di suo padre e ha fatto il giro del paese, mantenendo viva la sua memoria facendo di volta in volta innumerevoli fans lungo il percorso. L’industria musicale ben presto riconosce che la fana di Lorrie è in continuo aumento e nel 1984 Lorrie inizia a fare storia, quando all’età di 25 e’ la persona più giovane a far parte in qualità di membro del Grand Ole Opry. Non passò molto tempo prima che le venne offerto un contratto discografico con la RCA e in seguito con l’etichetta BNA, e una serie di successi iniziano come Five Minutes,” “Something in Red,” “Watch Me” and “What Part of No” Lorrie si afferma cosi come una stella della country music in tutto il paese.


2010 – Aaron Tippin, sito web.

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Che sia un personaggio poliedrico e non comune non ci sono dubbi : autore, cantante, entertainer, patriota, pilota, produttore di vini, sportivo, body builder condite con un incondizionato amore per la famiglia (la moglie Thea e i figli Tom e Ted) e tutto quello che fa, aggiungete passione e genuinità , mescolate tutto. Ecco Aaron Tippin! Originario della Florida, cresciuto in una fattoria del South Carolina, dopo gli studi e gli anni a lavorare come pilota commerciale, partecipa al talent show You Can Be a Star. Durante quel periodo scrive per la Acuff-Rose Music e firma canzoni per The Kingsmen, David Ball, Mark Collie, Charley Pride fino alla firma del contratto con RCA dagli inizi alla metà  degli anni 90. E’ il momento in cui la country music vede fiorire incredibili talenti, autori e cantanti, artisti che daranno nuovo impulso e vitalità  all’industria della musica. Ma di là a poco inizierà  anche la guerra del Golfo e quando Aaron debutta con il singolo You have Got To Stand For Something, la canzone diventa immediatamente popolare tra i soldati americani al fronte e l’indimenticato Bob Hope lo vuole con sè in un tour per le truppe in Medio Oriente. Presto si delinea chi è Aaron Tippin, un neotradizionalista, dotato di una particolare sensibilità  verso la classe lavoratrice (soprattutto per i camionisti). Un moderno crociato, diremmo, che invece di brandire una spada sventola una bandiera in nome di tutti quegli uomini e quelle donne che muovono l’America e che trovano una collocazione precisa in successi come I Wouldn’t Have It Any Other Way, There Ain’t Nothin’ Wrong With The Radio, My Blue Angel, Working Man’s Ph. D., The Call Of The Wild, I Got It Honest, That’s As Close As I’ll Get To Loving You, For You I Will, Kiss This. E’ il 2001 quando gli Stati Uniti subiscono l’attacco alle Torri Gemelle e per Aaron è la spinta ad entrare in studio di registrazione per incidere una canzone scritta tempo prima: Where The Stars and Stripes and The Eagle Fly. Un pezzo altamente emotivo nel quale innumerevoli americani si sono riconosciuti. Tippin è un instancabile sostenitore delle truppe americane, lo testimoniano i concerti tenuti in Iraq ed Afghanistan e l’impegno profuso in ogni occasione in cui si ricordano il sacrificio dei soldati lontani da casa e l’orgoglio dei veterani che lo hanno reso l’artista da loro preferito.


2009 – Billy Dean, sito web.

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William Harold “Billy” Dean Billy Dean è nato 2 aprile 1962, a Quincy, in Florida, e ha ricevuto una borsa di studio per partecipare basket East Central Junior College a Decatur, dove si è diplomato in educazione fisica. Tuttavia, ha giocato nel circuito dei club lungo Florida Gulf Coast e ha usate il suo talento come veicolo per la sua carriera musicale. Ha fatto le finali del Wrangler Country Star Search nel 1982, quindi ha vinto come un miglior voce maschile nei confronti di Ed McMahons Star Search nel 1988. Dean ha pubblicato il suo album di debutto nel 1990 con la hit Only Here for a Little While e la nomination ai Grammy con Somewhere in My Broken Heart. La sua hit futura tra cui Billy the Kid, If There Hadn’t Been; e We Just Disagree. Tre dei suoi album sono stati certificati in oro, e il suo autotitolato album nel 1991 ha guadagnato il disco di platino. Nel 2004, sale in vetta alle classifiche con Thank God I’m a Country Boy. Dopo una lunga assenza, ha pubblicato Let Them Be Little nel 2005.


2008 – Michael Peterson, sito web.

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Michael James Peterson (Nato il 7 Agosto 1959 a Tucson, Arizona) è un artista americano di musica country. Ha fatto il suo debutto sulla scena musicale nel 1997, con il suo album di debutto intitolato a se stesso, che ha prodotto cinque Top 40 nella classifica Billboard Hot Singles Country & Tracks (ora Hot Country Songs), tra cui la hit numero uno “From Here to Eternity”. Il secondo album Peterson, 1999 Being Human, ha prodotto due classifiche più, e un terzo album, 2004’s Modern Man, è stato rilasciato solo in Europa.